microbiota cutaneo e funzione barriera della pelle nello skin aging
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Microbiota cutaneo e longevity: il ruolo nello skin aging e inflammaging

La pelle ospita una moltitudine di diverse comunità microbiche collettivamente chiamate microbiota, un sistema estremamente dinamico e fluttuante. La sua principale funzione è quella di preservare il delicato equilibrio esistente tra l’ospite e la flora cutanea, continuamente perturbato da fattori intrinseci ed estrinseci – inquinamento, errate detersioni, Skin care estreme….

In condizioni di disbiosi (alterata composizione e funzione del microbiota), le alterazioni nella composizione delle comunità dei microrganismi che risiedono sulla pelle causano la perdita della funzione barriera della pelle e l’insorgenza di alterazioni cutanee.

Recente è l’ipotesi che il microbiota cutaneo svolga un ruolo rilevante anche nell’ambito della modulazione dell’invecchiamento cutaneo, supportata dalle evidenze che attestano la sua capacità di regolare il sistema immunitario, di resistere contro le radiazioni ultraviolette e di biosintesi e metabolismo di sostanze età-correlate.

Recentemente è stata condotta una review sulla base di alcuni articoli pubblicati, concernenti i percorsi esistenti tra il microbiota cutaneo e intestinale e lo skin aging. Si evince che l’invecchiamento della pelle è la somma del cronoaging e photoaging e non solo… dobbiamo anche considerare il myoaging e il bioaging, ma fondamentale è la considerazione dei processi che influenzano il microbioma cutaneo. La sua alterazione infatti genera una condizione di stress cutaneo che induce un altro fattore determinante: l’inflammaging.

L’infiammazione, vero e proprio biomarker dell’invecchiamento, stabilisce il rapporto tra infiammazione e invecchiamento: questo rapporto è talmente stretto che è stato coniato il termine inflammaging (“inflammation” + “aging”), per indicare l’infiammazione cronica che accelera l’invecchiamento dell’organismo.

L’infiammazione è un meccanismo di difesa fisiologico del nostro organismo, attuato nei confronti di agenti patogeni esterni o di eventi traumatici. Una volta fatto fronte al pericolo, l’infiammazione dovrebbe passare rapidamente senza lasciare traccia. Se questo non avviene, il corpo permane in uno stato di infiammazione cronica costante, che può danneggiare cellule e tessuti.

L’infiammazione favorisce l’invecchiamento precoce dell’organismo attraverso tre meccanismi principali:

  • Stimolo della glicazione: causa l’alterazione delle proteine che costituiscono collagene ed elastina, le quali sono contenute nel tessuto connettivo e rendono la pelle elastica e tonica;
  • Aumento dello stress ossidativo: una condizione che espone le nostre cellule all’attacco di agenti ossidanti;
  • Produzione di citochine: piccole proteine messaggero che contribuiscono al propagarsi dell’infiammazione, coinvolgendo anche la flora intestinale, e partecipano al mantenimento dell’omeostasi cutanea, modulando i processi di invecchiamento.
prebiotici, probiotici e postbiotici per proteggere la pelle e prevenire l’invecchiamento cutaneo

È stato dimostrato come prebiotici, probiotici e postbiotici svolgano un ruolo protettivo contro i danni foto-indotti, attraverso la creazione di un ambiente antinfiammatorio e la regolazione della pigmentazione cutanea, contribuendo alla salvaguardia dell’eubiosi cutanea. La capacità da parte dei probiotici, prebiotici e altri metaboliti di modulare il microbiota cutaneo e di contrastare gli effetti avversi legati alla disbiosi, potrebbe costituire una promettente risorsa utile nel trattamento e nella prevenzione dei processi legati al crono- e foto-invecchiamento.

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